Assolutamente poco soddisfatto da Evolution e desideroso di un client di posta elettronica dalle funzionalità più sviluppate ieri decido di ritornare a Thunderbird e di provare l’ultima stable release, appunto la 3. Scarico ubuntuzilla da qui, lo installo così$ ubuntuzilla.py -a install -p thunderbirdrispondendo sempre “y” alle varie domande, configuro le estensioni più importanti quali Lightning, ThunderBrowse, Zindus ed Enigmail (quest’ultimo merita un post a parte per la procedura di gestione della firma elettronica e della generazione ed utilizzo di chiavi crittografiche per cifrare la posta. Mi riprometto di farlo al più presto.), creo gli account di posta con procedure semiautomatizzate (il programma è in grado di cercare le impostazioni più adatte per il tipo di servizio utilizzato) ed infine mi accorgo che indicator-applet (la piccola busta da lettera in alto a destra accanto all’orario) non si accorge di Thunderbird. Una piccola ricerca mi permette di individuare la soluzione:
Digitare sul terminale sudo gedit /usr/share/indicators/messages/applications/thunderbird e dentro il file così creato scrivere /usr/share/applications/thunderbird.desktop
Anche l’applet è a posto.
Bentornato!
Pochi giorni fa ho acquistato una rivista “linuxiana” con in allegato una copia di Opensuse 11.2. I più attenti lettori di tuxmind sapranno che opensuse ha rappresentato la mia porta d’ingresso nel mondo del pinguino, dunque per una punta di nostalgia ed incuriosito dalla scelta interamente kde4-based di Novell ho deciso di spendere un’ oretta del mio tempo per installarla su Virtuabox. Non starò a documentare il processo d’istallazione che si svolge in maniera regolare e senza intoppi, ma mi soffermerò sulle difficoltà incontrate al momento dell’installazione delle Virtualbox guest additions. In sostanza nonostante avessi provveduto a caricare tutte le librerie di sviluppo necessarie alla procedura di configurazione (make, gcc, kernel-source kernel-syms) non riuscivo in alcun modo a compilare i moduli. Alfine:cd /usr/src/linux
make oldconfig && make prepare && make scripts && make dep
cp ../linux-obj/$HOSTTYPE/default/Module.symvers .
make prepareOra:cd /media/VBOXADDITIONS_3.
./VBoxLinuxAdditions-x86.runE, nonostante i salti mortali, ecco la virtual machine:
Solo per salutare con un EVVIVA la notizia che da oggi Symbian è finalmente, totalmente open source… . Great!
Ho già avuto modo di dire in diverse occasioni che uno degli aspetti più interessanti del software libero è il modo in cui le varie comunità riescono ad interagire e a creare una sorta di cooperative learning su scala mondiale mediante il quale si costruisce un processo di apprendimento talmente stimolante da fare invidia a parecchie istituzioni e agenzie formative, comprese le nostre scuole. Oggi ve ne voglio dare un esempio traendo spunto dalla mia esperienza personale sulla installazione e configurazione di Ubuntu Karmic sull’ Asus EeePc 1101ha, uno dei tanti netbook equipaggiati col famoso (famigerato per i “pinguini”) chipset poulsbo (gma500). Poco tempo fa ho scritto uno dei miei soliti post sull’argomento, descrivendo il processo di configurazione di mplayer e della libreria libva1 per sfruttare appieno l’accelerazione video propria di questi chipset e, tra i commenti due in particolare hanno attirato la mia attenzione sulla possibilità di installare il kernel di jolicloud con i pacchetti poulsbo all’interno di karmic. L’ultimo commento di “mattia” rimanda ad un link sul forum di ubuntu.it nel quale viene spiegato il processo di installazione: su una installazione ex novo di karmic (dunque senza i pacchetti dei repo di lucazade) basta inserire su /etc/apt/sources.list il repo di jolicloud (deb http://apt.jolicloud.org robby main directory jolicloud) fare un bel sudo apt-get update e lanciare in successionesudo aptitude install -R jolicloud-poulsbo
sudo aptitude install -R linux-image-jolicloud linux-image-jolicloud-atomInfine modificare il file /etc/X11/xorg.conf inserendo le seguenti righeSection "DRI"
Mode 0666
EndSection
Section "Device"
Identifier "GMA500"
Driver "psb"
Option "AccelMethod" "EXA"
Option "IgnoreACPI" "yes"
Option "MigrationHeuristic" "greedy"
EndSectionLe prestazioni di glxgears sono passate da 991 fps a 1412 fps, un incremento di prestazioni abbastanza notevole. Ho anche eseguito il procedimento descritto nel post su mplayer e tutto è andato a buon fine senza problemi, dunque anche l’alta definizione non costituisce un problema. L’unico inconveniente è che col kernel 2.6.32-4 di jolicloud non funziona apparmor, ma a mio parere non è poi così decisivo.
In conclusione, senza i commenti di cui sopra non mi sarebbe passato per l’anticamera del cervello di usare i pacchetti di jolicloud su karmic e avrei sprecato una buona opportunità di apprendimento. W la filosofia del software libero… !
Ho provato la nuova build zero di Chrome Os reperibile al sito http://chromeos.hexxeh.net/. Si tratta naturalmente di un prodotto ancora immaturo, che necessita di parecchio lavoro per consideralo usabile, infatti ha bisogno di configurazioni non proprio alla portata dei “niubbi”e non poteva essere diversamente visto lo stato ancora embrionale del progetto. Tanto per cominciare il processo di costruzione della live usb nel mio caso ha funzionato solo da virtual machine con windows come sistema guest, da karmic neanche a parlarne, e tutte le operazioni di configurazione (rendere scrivibile il filesystem o cambiare nome utente e password per il login etc…) sono effettuabili quasi esclusivamente da riga di comando (sul wiki le varie opzioni). Tutto ciò premesso devo dire che sull’ EeePc 900 la soluzione si presenta alquanto interessante per la ricchezza di applicazioni proposte, in effetti c’è tutto l’essenziale e si può anche accedere al database di pacchetti di Ubuntu, ma soprattutto per l’esiguo impiego di risorse che riesce a valorizzare anche un sistema minimale come quello del mio “piccolino”.