Sabayon, il genio made in Italy
Sono particolarmente orgoglioso di recensire questa distro che rappresenta, credo senza tema di smentite, un inno a un tipo di genialità tutta italiana e alla sua capacità di oltrepassare limiti di risorse, di budget, di progetto riuscendo così a competere con i colossi (ubuntu, opensuse, debian, red hat…). Il suo creatore Fabio Erculiani è riuscito a costruire un sistema potente, stabile, ricco di dotazione software e soprattutto pronto all’uso. L’installer è quello di Red Hat (Anaconda), ma la sua grande potenza e versatilità, insieme al gestore dei pacchetti Portage, provengono da Gentoo, la distro a cui fa riferimento. Il nome deriva dal famoso dessert tutto italiano, lo zabaione, da qui anche il logo a forma di zampa di gallina.
Ma procediamo con ordine.
Installazione :
Sabayon è stata una delle prime live installabili, quindi mantiene l’indubbio vantaggio di poter provare prima di scegliere. In ogni caso sin da subito sul desktop è presente l’icona della versione modificata di Anaconda
che guiderà l’utente attraverso semplici scelte (partizionamento del disco, desktop environment, scelta del software, configurazione utenti..) fino al completamento dell’installazione.



















