Intelligenza artificiale.
Ragazzi andate a visitare questo sito: http://www.20q.net/, è una figata pazzesca. Cosa fa? Attraverso una serie di domande riesce a scoprire cosa stai pensando. L’ho provato per tre volte (ho pensato pallone da calcio, razzo, penna) e ha sempre indovinato.
Sarà magia? Assolutamente no; è il risultato di uno studio che ha origini lontane, e porta dritto dritto alla tanto agognata (o temuta, dipende dal punto di vista) intelligenza artificiale.
“20q è un’implementazione avanzata di un classico problema di intelligenza artificiale, messo sotto forma di un semplice videogioco. Il giocatore pensa in precedenza a un qualunque oggetto, e il programma tenta di indovinarlo ponendogli domande che possono avere una risposta del tipo “si o no”.
20q sta per 20 questions ovvero “20 domande”, perché questo era il titolo di un analogo quiz radiotelevisivo degli anni quaranta. Di solito 20q pone circa 20 domande, ma questo numero è indicativo.
Quando il programma non è in grado di indovinare un oggetto, si arrende e chiede al giocatore di inserire la risposta da tastiera. A questo punto il nuovo oggetto diventa noto e viene salvato nella base dati, e grazie alle informazioni date dal giocatore, d’ora in avanti potrà essere indovinato.
Già negli anni settanta esisteva un gioco simile, Animals, che utilizza un albero binario per classificare gli animali e indovinarli per esclusione. 20q ha una struttura molto più adattabile, supporta anche risposte del tipo “forse” o “a volte”, ed è in grado di gestire situazioni ambigue in cui i giocatori danno informazioni errate o soggettive.
20q si basa su un programma sviluppato già a partire dal 1988, che utilizza una rete neurale per classificare gli oggetti ed apprendere nuove conoscenze. Nel 1995 il programma è stato pubblicato sotto forma di videogioco per browser, disponibile in diverse lingue tra cui l’italiano; da allora, chiunque può partecipare liberamente al gioco, e ogni nuova parola che il programma non riesce a indovinare entra a far parte delle sue conoscenze”. (wikepedia)
Post correlati...
La scuola inglese fa i compiti sull' open source! by Mad on January 26th, 2009
Oggi sul sito della .
Edubuntu al 101% by Mad on July 24th, 2008
Supponiamo di volere una distro da utilizzare a scopo didattico, supponiamo anche di averla individuata in Edubuntu 8.
Programmi educativi su linux by Mad on April 14th, 2008
Non è certo la prima volta che mi occupo di programmi educativi su linux, basta controllare la categoria educational di questo sito per rendersene conto, tuttavia, prendendo spunto da un articolo postato su .
Un netbook per la scuola by Mad on May 19th, 2009
La mia attenzione per il mondo della scuola è oramai arcinota, così non posso fare a meno di mostrare questa meraviglia uscita fresca, fresca dai laboratori di Dell: il Latitude 2100, un netbook pensato per il mobile education.
Un po' jolicloud un po' karmic... , un esempio di cooperative learning su scala mondiale! by Mad on January 20th, 2010
Ho già avuto modo di dire in diverse occasioni che uno degli aspetti più interessanti del software libero è il modo in cui le varie comunità riescono ad interagire e a creare una sorta di cooperative learning su scala mondiale mediante il quale si costruisce un processo di apprendimento talmente stimolante da fare invidia a parecchie istituzioni e agenzie formative, comprese le nostre scuole.
Bentornato!












30 novembre 2007 alle 5:39 pm
Incredibile avevo pensato a un bradipo e lo ha indovinato…assurdo!!!! rotfl
30 novembre 2007 alle 10:52 pm
fregato con un burrocacao!!!
1 dicembre 2007 alle 12:07 am
Incredibile anche tutu ha indovinato…
14 ottobre 2008 alle 9:32 am
danza
9 febbraio 2009 alle 6:17 pm
fregato con aria, luce, tazza, tempo. con i concett astratti ha un po di problemi.
Comunque dipende tutto da come interpreti le sue domande. Es: (Penso aria) “puo esser utilizzata al lavoro? l’opinione comune dice no, tuttavia è logicamente corretto ritenere che al lavoro utilizzo l’aria per rimanere in vita. Il problema è che il programma non discrimina le possibili interpretazioni della singola domanda.
Molte domande che iniziano con “può, potrebbe, è possibile” hanno quasi tutte alcuni casi affermativi, e basta anche un solo caso a favore affinchè la possibilità( e quindi la risposta) diventa vera.
I.A. è un software che agisce su un hardware basato sulla logica binaria ( 0, 1 ), a livello concettuale un programma include o esclude determinati predicati su certi soggetti.
le risposte indeterminate e le possibili interpretazioni semplicemente non possono essere previste, ne trattate.
Questi modi “filosofici ” o se vogliamo “umani” di intendere la domanda mandano in crisi il calcolatore che non è più in grado di fare classificazioni.
Sono studente alla statale di milano e sono molto interessato all’argomento. In generale tutte le linee di confine mi interessano. In questo caso si tratta di stabilire l’esistenza o la non esitenza di una coscienza. Per eventulali idee o suggerimenti al riguardo karateboy@alice.it