Il regalo di Tuxmind.
E’ universalmente noto che Natale è tempo di regali e anche Tuxmind ha deciso di farne uno importante a tutti gli utenti di Opensuse 10.3, la magnifica distro di Novell. Come sapete, tempo fa scrissi una guida su come connettere in rete due pc l’ uno con Windows Vista e l’altro con Ubuntu 7.10, dal titolo “Gibbone a lezione di samba con Vista!“. Devo dire che su Ubuntu (un punto a favore del Gibbone) è in effetti più semplice la configurazione di samba, perchè il processo di installazione dei componenti (smbclient, samba-common, samba) genera un smb.conf immediatamente funzionante, basta fare “smbpasswd -a nomeutente” e si è già pronti a connettersi. Su opensuse non è così, per cui il mio regalo consiste nel postare un smb.conf testato e funzionante e, attraverso una analisi dettagliata della configurazione, far si che tutti possano con facilità usufruirne.

Ecco il file:
[global]
workgroup = WORKGROUP_NAME
printing = cups
printcap name = cups
printcap cache time = 750
cups options = raw
map to guest = Bad User
include = /etc/samba/dhcp.conf
logon path = \\%L\profiles\.msprofile
logon home = \\%L\%U\.9xprofile
logon drive = P:
# 3 lines for on-the-fly usershares
usershare allow guests = Yes
usershare max shares = 100
usershare owner only = False
# 4 lines to enhance network browsing - but only one LMB per workgroup
domain master = No
local master = Yes
preferred master = Yes
os level = 65
#MADDOM
path=/home/maddom/
comment=
usershare_acl=S-1-1-0:F
guest_ok=y
Naturalmente è una configurazione di base, anche se già funzionante, sulla quale si potrà poi sviluppare un sistema di condivisione più complesso.
Fatta questa doverosa premessa passiamo all’ analisi del file partendo dalla sezione global:
Workgroup è il gruppo di lavoro e WORKGROUP_NAME deve essere cambiato col nome utilizzato nelle due macchine (generalmente WORKGROUP);
Successivamente ci sono una serie di opzioni che riguardano la stampa, il dhcp, il logon, lo usershare (generalmente usato solo con gnome e nautilus-share) e il network browsing (solo un LMB per gruppo).
La sicurezza, invece, veniva in precedenza settata su share-level e su passdb backend = smbpasswd (questo sistema adesso è deprecato), mentre ora gli sviluppatori di samba raccomandano l’ uso di tdbsam, un database form di backend, che non ho inserito i smb.conf perchè ha poco senso in una rete casalinga formata da due soli pc, preferendo in tal modo lasciare libero accesso alle risorse condivise.
Dopo aver salvato smb.conf conviene testarne l’efficacia con testparm (nel terminale non da root): username@hostname:~> sudo testparm /etc/samba/smb.conf
Il resto della configurazione di samba, come del resto quella di Windows Vista, è uguale al post da me precedentemente scritto per Ubuntu, con l’unica avvertenza che, a volte, le funzionalità complete di usershare non sono installate di default su Opensuse, quindi è opportuno correre ai ripari in questo modo:
mkdir /var/lib/samba/usershares
chgrp users /var/lib/samba/usershares
chmod 1770 /var/lib/samba/usershares
Così si crea la cartella usershares in /var/lib/samba/ con permessi 1770. Basterà poi fare click col tasto destro del mouse sulla cartella che si vuole condividere, sceglier dal menu a tendina Sharing Options e seguire le istruzioni.
Piaciuto il regalo di Natale?
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