Secondo la società Datamonitor, che ha condotto una ricerca in 14 paesi, gli investimenti delle scuole sul software open source subiranno un incremento dagli attuali 286,2 milioni di dollari ai 489,9 del 2012. La ricerca è stata condotta sulla base di interviste con fornitori e funzionari degli Istituti tecnici di: Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Australia, India, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Spagna, Norvegia, Svezia e Italia.
La previsione di spesa riguarda i sistemi operativi e l’apprendimento dei sistemi di gestione, quali il software utilizzato per effettuare il Webcast di conferenze disponibili online, più la manutenzione e il supporto. Si tratta di una piccola parte di ciò che questi paesi spendono per l’ IT, ma il trend è sicuramente in aumento. Altro dato importante da rilevare è che gli intervistati hanno sottolineato come tale scelta sia di ordine strategico, in sostanza pensano di avere un miglior ritorno dall’investimento su software open source, mentre solo una minoranza di scuole si è lasciata guidare da motivazioni filosofico-etiche, come ad esempio il desiderio di non dare il loro denaro a una società di software commerciale.
Addirittura alcune regioni in India, e persino il governo francese, hanno incoraggiato le scuole a utilizzare il software open-source, in particolare i sistemi operativi.
Cosa facciamo noi in Italia ?
No, non me lo dite. Siamo troppo impegnati con le crisi di governo per pensare a cose “futili” come queste…
Continuate a votare la petizione “Linux a Scuola”, questo è il nostro contributo.
