PCLinuxOS una bella sorpresa!
Un qualsiasi “niubbo” che si affaccia sul mondo del free software e ha voglia di dare una occhiata alla classifica degli ultimi 6 mesi di distrowatch, non può fare a meno di notare quel PCLinuxOS in cima alla lista delle distro più “cliccate”. Uno che invece ha una certa esperienza di Gnu Linux non può non dire: “Ma come, una distro relativamente recente che riesce a scalare in fretta il ranking fino a raggiungere il vertice a scapito di un “mostro sacro” come ubuntu? C’è qualcosa che mi sfugge!”.
Così, incuriosito, ho deciso di installare PCL sulla mia oramai famosa macchina virtuale, e devo dire che ne sono rimasto particolarmente colpito.
Non desidero farne qui una recensione completa, tale da metterne in evidenza gli aspetti strettamente tecnici, se ne trovano a decine sulla rete, ne ho alcuna intenzione di affermarne la superiorità rispetto ad altre distribuzioni, anzi, per ovvie ragioni sono altre le mie preferite, tuttavia adesso capisco come possa incontrare il favore di molti utenti, in particolare di coloro i quali provengono da windows.
Infatti la cosa che salta subito all’occhio è una certa somiglianza estetica con la creatura di “zio Bill”, a partire dallo splash screen, per continuare con l’orrenda selezione di icone simil win per l’account utente, con quell’altrettanto fastidioso suono che introduce al caricamento dell’interfaccia grafica (Gnome Edition nel mio caso), fino al control center in stile pannello di controllo win, quest’ultimo molto utile per gli utenti con poca dimestichezza con i sistemi di configurazione tipici di Linux.
Tuttavia bisogna riconoscere che gli sviluppatori di PCLinux OS sono riusciti a costruire un sistema estremamente semplice, veloce nell’installazione, sulla VirtualBox ho impiegato appena 9 minuti, assolutamente poco esoso in termini di risorse hardware, e con una buonissima dotazione software di partenza, tale che un qualsiasi “niubbo” si trova a portata di mano quasi tutto ciò di cui ha bisogno e se volesse integrare qualcosa c’è sempre l’insuperabile Synaptic
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15 febbraio 2008 alle 11:34 pm
A mio parere la scalata di PCLOS sulle classifiche di Distrowatch è un po’ anomala e non per il fatto in sè che si tratta di una distribuzione giovane ma perchè non mi pare che offra un’esperienza “così migliore” rispetto alle altre distro. Analizziamo per un momento il successo di ubuntu: da dove deriva? Prima di ubuntu, le distribuzioni “niubb oriented” erano Mandrake (non ancora mandriva), SuSE (non ancora OpenSuse) e Fedora Core. In generale ciò che promettevano queste distro era “un sistema operativo gratuito e facile da usare”, una promessa che purtroppo non veniva rispettata: Mandrake richiedeva lo scaricamento di 3 CD e l’handicap contro il quale ci si veniva a scontrare quasi da subito era la mancanza di numerosi firmware che in molti casi non permettevano un’uso “decente” del computer. In pratica si suggeriva all’utente di comprare la versione Power Pack che conteneva tutti i driver. SuSE era una distribuzione coi fiocchi, ma non era gratuita e il pacchetto “personal” conteneva pur sempre 5 CD che bisognava scaricare illegalmente o comprare in negozio. La dotazione software di SuSE era fenomenale perchè in quei CD potevi trovarci anche tua nonna (se solo ci stava in un pacchetto) ma la cosa non si rivelava semplice per un utente alle prime armi poichè vi si trovavano anche 3 o 4 programmi per stabilire una connessione a internet e questo confondeva chi non aveva esperienza con il pinguino. Anche in SuSE il rilevamento hardware lasciava spesso a desiderare e non esistendo ancora un sistema automatico di update tramite internet tra una versione e l’altra bisognava cercarsi gli rpm su rpmseek, o - peggio - tentare di compilare le cose manualmente, il che per un utente niubbo non è mai una cosa molto semplice. Fedora invece era ancora molto giovane. Ricordo che in fedora core 1 metà del mio hardware non funzionava e avevo grossi problemi nel riuscire a connettermi ad internet via wifi, una tecnologia ancora “bleeding edge” nel 2003. Anche fedora richiedeva lo scaricamento di 3 CD. Un problema che accomunava tutte le tre distro per “niubbi” era inoltre quello di essere adatto “ai soli niubbi” quando si cercava di fare qualcosa di più avanzato con queste distribuzioni, ci si ritrovava con un sacco di problemi poichè le librerie non si trovavano dove avrebbero dovuto trovarsi e i vari control center inclusi nelle distro per emulare il “pannello di controllo” di windows, compievano operazioni “oscure” sui file di configurazione che risultavano molto diversi rispetto a quelli delle distribuzioni più semplici ma più difficili da usare. Tutte le distro infine, offrivano la possibilità di installare un ambiente KDE o GNOME completi, o di installarli direttamente entrambe. Questo agli occhi dei nuovi utenti era un’altro punto di confusione: come fa un utente che non ha mai visto linux a scegliere tra KDE e GNOME? Come fa a sapere qual’è il migliore?
Ubuntu fu la prima distro sul mercato a compiere un’opera rivoluzionaria. Tutto gratis, con firmware (anche proprietari) già inclusi (il che significava pochissimi problemi di rilevamento hardware). Distribuzione basata su debian e quindi molto “standard” per quanto riguarda la posizione delle librerie (il che la rendeva adatta sia agli smanettoni che ai niubbi). Tutto in un solo CD e tutto ottimizzato per un solo DE, lasciando al possibilità agli utenti di installare KDE al posto di GNOME in un secondo momento. Semplicità d’uso e semplicità architettonica della distribuzione, il tutto unito ad una comunità poliglotta e molto disponibile. Queste secondo me sono state le “carte vincenti” di ubuntu.
La scelta di includere un solo DE è senz’altro una delle caratteristiche di “coraggiosità” di ubuntu che ha così avuto la possibilità di costruirsi attorno a gnome, integrandosi al meglio con questo DE e mostrando una cura del dettaglio che ancora mancava in tantissime altre distribuzioni fondamentalmente desktop agnostiche.
Naturalmente anche ubuntu non è perfetta ma sicuramente questi elementi costituivano un’innovazione all’interno dell’ecosistema delle diverse distribuzioni linux. C’è da dire che nonostante ubuntu avesse proposto un sistema così rivoluzionario, la sua ascesa nella classifica di distrowatch non fu repentina quanto quella di PCLOS il che mi fa seriamente dubitare della legittimità della posizione assunta da PCLOS in questi ultimi mesi.
Ma parliamo di PCLOS: cos’ha di tanto speciale. Fondamentalmente, PCLOS è una mandriva free dotata di firmware proprietari e un tema grafico e sonoro che ricordano “l’opera” di zio bill. E poi? E poi basta. La piû grande novità è l’uso di synaptic (anche su KDE!) per i pacchetti rpm che utilizza ma per il resto ci troviamo davanti ad una mandriva “drogata” da firmware e che come ubuntu sceglie uno dei due desktop environment anzichè proporli tutti e due. PCLOS include anche una lunga serie di codec proprietari il che la rende particolarmente simpatica agli utenti niubbi che però non vengono così introdotti correttamente al mondo del free software. È una scelta di strategia sicuramente pagante per quanto riguarda i download, ma non so dire quanto sia effettivamente buona per la comunitâ del software libero. Se per caso PCLOS diventasse davvero la distro più usato dai niubbi in pochi anni svenderemmo tutto il progetto GNU, perchè otterremmo una simpatica copia di windows senza né legge né fede. Dal punto di vista delle novità, per il resto, PCLOS non offre una visione diversa, non ha rivoluzionato un mondo, non ha profuso un grande impegno per fornire una buona localizzazione. Ecco perchè per me PCLOS è una distro sopravvalutata, senza spina dorsale e senza “cuore”. Preferirei di gran lunga consigliare una recente OpenSuSE piuttosto che questa distribuzione anche se ovviamente il mio cuore batte per debian, mepis e ubuntu… scusa per il romanzo, ci tenevo a dare un mio giudizio
16 febbraio 2008 alle 2:41 pm
Non ti scuso per il romanzo, assolutamente ti ringrazio. La tua disamina è veramente puntuale e precisa e raramente mi è capitato di vederne di questa fattura come commento ad un post. Ma bando ai complimenti, devo dire che sei riuscito ad esprimere quasi compiutamente quello che è anche il mio pensiero, infatti nel mio post tendevo a sottolineare la bontà di PCLinuxOS dal punto di vista del “niubbo” che nel passaggio da “zio Bill” a “tux” non si trova troppo spaesato. E’ pur vero che in questo caso l’approccio ad un sistema *nix è poco corretto, ma mettiti nei panni di uno “assuefatto” a windows; è come il poveraccio che nella sua vita si è dovuto sorbire suo malgrado una sola rete televisiva restandone magari parzialmente “rincoglionito” e d’improvviso si trova con 200 canali ed una informazione plurale: come pensi che la prenda?
Ad es. la mia prima distro è stata mandrake, poi opensuse, sai perchè? Semplicemente perchè presentavano il pannello col menu in basso come win. Ubuntu che ha la particolarità del menu nella parte alta, all’inizio mi ha forse spaventato, o infastidito, non lo so dire, fatto sta che ci ho messo un po’ ad abituarmi; e sono uno a cui piacciono le novità!
In conclusione ritengo PCLOS una distro buona per permettere al “niubbo” di cominciare a prendere confidenza con il mondo linux, e questo forse ne giustifica la quantità di download, ma ovviamente non all’altezza di Ubuntu o di Opensuse.
23 ottobre 2008 alle 7:53 pm
ciao ragazzi! scusate ma io sono una super niubba del mondo linux.
da poco sto provando le varie distro, prima su un vecchio portatile con 256 di ram ed ora sul nuovo nel quale attualmente monto sabayon 3.5.
Ho approfittato dei live cd così ho provato prima opensuse 11, ubuntu (7.10 e 8.4) fino a damn small (sul vecchietto e sabayon con Xfce ora).
Vorrei provare PCLOS (dopo questo messaggio) ma vorrei, se posso, esprimere un piccolissimo parere da persona che usa windows (e odia vista!) e che sta provando qualcosa di…diverso (il pinguinetto x intenderci).
Ubuntu non mi riesce proprio a piacere: mi sembra un clone un po’ antipatico di windows e nonostante questo fatico a capirci qualcosa…SARò MICA SCEMA IO?!
con SABAYON 3.5 (con KDE) non mi trovo male ma devo ammettere che c’è troppo software per un poveraccio che non conosce linux: non sai bene cosa tenere e cosa “buttare”…ma al momento è il mio preferito!
MA, i mie problemi nascono dal fatto che fatico un casino a capire come funziona “la lingua da usare col pinguino”!!! Io non ho avuto l’opportunità di usare il DOS così la riga di comando non mi è del tutto familiare, ma fin qui, …è il meno!
Solo che in tutti i forum dei GNULINUX la comunicazione è quasi sempre per addetti ai lavori (cosa fantastica peraltro x gli scambi d’opinione) ma x chi come me non capisce un accidente di repository e dipendenze, la vita è davvero dura!
Non capisco bene come installare i programmi, sembro demente in molte attività di comando (anche come root) e devo ammetterlo, rimango spesso frustrata dalla mia incapacità!
é un vero peccato perchè mi va di “imparare” ad usare i linux Os e forse un giorno “giocare” coi sorgente, ma al momento vorrei trovare una guida semplice che mi spiega i comandi principali; solo che mi pare di capire che in base alla distro usata cambiano anche (se non i principi generali) i comandi. o non ho capito un cavolo?
Ora proverò PCLOS anche se non cerco cloni di windows, nel frattempo userò ancora la bella (ma un po’ incasinata) SABAYON, ma se avete modo di darmi qualche dritta su dove reperire manuali semplici x diventare meno niubba, ve ne sarò eternamente grata!!!
Scusate se ho…rotto le scatole, ma è la mia prima “irruzione” nel mondo GNU/LINUX
P.S. MA quando sarà possibile usare la rete wireless con il pinguino?
grazie x la pazienza e le eventuali indicazioni.
daniela
24 ottobre 2008 alle 2:02 pm
Dipende da cosa intendi per manuale. Se vuoi un testo che spieghi le funzioni basilari di un sistema linux, ubuntu per esempio (anche se a te non piace io la ritengo, per una serie di ragioni, la distro migliore), ti consiglio la guida dell’ Istituto Majorana di Gela (Linux per tutti - Ubuntu facile) scaricabile dal sito http://www.istitutomajorana.it.
Se installi wicd puoi usare tranquillamente il wireless.
Ciao daniela, e non ti scoraggiare, il bello di Linux è che troverai sempre qualcuno disposto ad aiutarti. La libera circolazione della conoscenza…