Che fine ha fatto Android?
In Italia non se ne parla quasi più, probabilmente a causa della “vergogna“, così, incuriosito, ho cercato notizie nella rete, fino ad imbattermi in questo post. Qui si riferisce di un professore del Massachusetts Institute of Technology, tale Hal Abelson che, nell’ultimo semestre, ha assegnato a 20 studenti di informatica il compito di progettare software per cellulari che usano Android.
E si sono sbizzarriti. Uno di questi progetti si chiama “GeoLife” e da la possibilità di settare delle liste di cose che il telefono aiuterà a ricordare. Niente di nuovo direte voi, ma questo riconosce i posti; per esempio se stiamo passeggiando al mercato il telefono vibra e, tramite un sms, ci avverte che probabilmente dobbiamo comprare il latte. Oppure “Locale”, che permette di settare il telefono in vibrate mode in ufficio, o in silent mode al teatro, o in ring mode da ogni altra parte. Quest’ultimo progetto ha anche vinto i US$25,000 di premio del famoso concorso di Google ed è passato in finale per partecipare al Android developers challenge, premio al vincitore: 10 milioni di dollari.
Tralascio ogni altro commento sulla situazione italiana; ricordo unico paese assieme a Siria, Iran e Corea del Nord ad essere escluso dalla gara per Android. Forse gli sviluppatori italiani non sono così bravi come quelli del Mit, cosa di cui dubito, ma non gli è stata data la possibilità di provare!




















