La scuola inglese fa i compiti sull’ open source!
Oggi sul sito della BBC è apparso un bellissimo articolo sulla diffusione dell’ open source nelle scuole britanniche. Al di la delle ovvie considerazioni sul risparmio piuttosto che sulla valenza didattica di un codice aperto che tutti possono modificare e dal quale tutti possono imparare, il passaggio che più mi ha colpito riguarda una presunta ritrosia degli insegnanti ad abbandonare il porto sicuro di ciò che già conoscono (Windows, Office…) per inoltrarsi nei meandri di una tecnologia che essi giudicano “oscura” e accessibile solo ai “geek”.
They don’t want to move away from what they know, not just to Linux but equally to Vista and Office 2007 as well. Good teachers will always be looking to move forward but they are so busy that they are often conservative.
Essi non vogliono andare oltre ciò che sanno, non solo in rapporto a Linux, ma allo stesso modo per Vista e Office 2007. I buoni insegnanti di norma tendono ad aggiornarsi, ma sono così impegnati che spesso diventano conservatori1
E ancora:
Schools and colleges must be able to make an informed choice about the software they need – be it open source or proprietary – and to be aware of the total cost of ownership of that software, including sustainable support and training.
The Schools Minister Jim Knight.Scuole e Università devono essere in grado di operare una scelta consapevole rispetto al software di cui necessitano, sia esso open source o proprietario, ed avere chiaro il costo totale della proprietà di quel software, inclusi il supporto e la formazione.
Il Ministro dell’ Istruzione, Jim Knight.2
Io non so se gli insegnanti delle scuole inglesi abbiano la ritrosia di cui si parla nel primo stralcio, ma vi assicuro che quest’ analisi potrebbe benissimo essere applicata ai colleghi italiani e credo proprio che non ci accorgeremmo della differenza. Evidentemente tutto il mondo è paese.
Per quanto riguarda la questione della scelta consapevole, io la trovo assolutamente legata a quanto detto sopra. In altri termini, come si fa a scegliere consapevolmente qualcosa che non si conosce e di cui si ha paura?
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Questo è il primo di una serie di articoli dedicati a kdeedu, l' insieme di software che kde 4 dedica alla formazione, argomento, che, come tutti sapete, mi sta particolarmente a cuore e verso il quale sento una naturale inclinazione (deformazione professionale o chissà.
Bentornato!












28 gennaio 2009 alle 7:53 pm
Ciao , volevo dirti che è uscito oggi Kde 4.2 stable.
2 febbraio 2009 alle 9:42 pm
Caro Mad, non generalizzare perchè rischi di dire cose non vere e poi ci fai delle brutte figure, mi riferisco alla tua affermazione:
“…Io non so se gli insegnanti delle scuole inglesi abbiano la ritrosia di cui si parla nel primo stralcio, ma vi assicuro che quest’ analisi potrebbe benissimo essere applicata ai colleghi italiani e credo proprio che non ci accorgeremmo della differenza…”
Già dovresti conoscere la nostra realtà, vitsto che hai parlato, anche se solo per una minuscola parte, dell’opera che stiamo svolgendo in favore della diffusione del software libero. Tu stesso indichi nei Post correlati…: Perchè passare a linux.
Ma evidentemente non ci hai più seguito, stiamo combinando un “macello” in Italia, fai un salto e controlla personalmente:
http://www.istitutomajorana.it
Saluto tutti, Antonio.
3 febbraio 2009 alle 11:00 am
Ciao Antonio, lungi da me l’ idea di voler generalizzare, mi riferivo a quella sorta di apatia che avvolge quei “pezzi” della nostra categoria che sono poco aperti al nuovo e tendono a rifugiarsi nel porto sicuro di ciò che già, in qualche modo, si conosce. Converrai con me che sono pezzi alquanto “corposi”. Detto ciò, come non riconoscere il grandissimo lavoro svolto da te e dal tuo Istituto; ti confesso peraltro che provo una punta di invidia nei vostri confronti, perchè, oltre alla bravura assolutamente certificata, suppongo abbiate trovato terreno fertile e dirigenti pronti ad ascoltare.