Costruire l’orario scolastico…

Inizio dell’anno scolastico, tempo di definizione dell’orario delle lezioni. In un post dello scorso anno ho presentato Orario elettronico, un’ applicazione abbastanza interessante, tuttavia un tantino complessa da installare e configurare. Oggi, invece, vi parlo di FET, un programma che serve allo stesso scopo, ma che, a mio parere, si presenta più intuitivo e funzionale.  [singlepic id=875 w=320 h=240 float=center] Su linux il processo di installazione richiede competenze di medio livello, non esistendo pacchetti precompilati in alcuno dei due formati principali (deb, rpm) è necessario procedere alla compilazione. Ecco gli step sulla mia Ubuntu 9.04:

Installazione delle dipendenze

$ sudo apt-get install build-essential qt4-qmake libqt4-dev

Download e compilazione

Effettuare il download da qui, scompattare l’archivio e spostare la cartella fet-5.10.3 su /usr/local (mv fet-5.10.3 /usr/local), infine diventare root e compilare seguendo queste istruzioni# qmake fet.pro
make

Esecuzione di FET

Per eseguire FET basta posizionarsi da terminale su /usr/local/fet-5.10.3 e lanciare il comando ./fet.
Per chi volesse un approccio grafico basta inserire il comando sul menu principale di Gnome, magari aggiungendo un’icona (se volete quella specifica di FET potete agevolmente trovarla su Google Images), ed ottenere così un bel lanciatore da menu.  [singlepic id=876 w=320 h=240 float=center] Per l’uso del software occorre un po’ di pratica ed un tantino di dimestichezza con l’orario scolastico…

Un progetto degno di nota!

Quello che sto per segnalarvi è un progetto valido ed interessante, per cui i complimenti agli autori sono assolutamente sinceri. Sul sito appunti-liberi.it vengono pubblicate una serie di guide su Ubuntu, dal titolo “Ubuntu a 360 gradi”.

[singlepic=716,320,240,,center]

Alla fine di ogni sezione viene redatto e messo a disposizione di tutti un ebook che raccoglie gli articoli in questione in formato pdf.
Questo link permette di scaricare un ebook dedicato alla sezione Educazione; ecco l’indice:

Note introduttive – Premessa e presentazione – Esplorazione Spazio e Terra – Chimica e Biologia – Matematica e Fisica – Ubuntu e bambini, giochi educativi – Informatica e Programmazione – Elettronica – Statistica – Geografia.

Come sapete l’aspetto Educational è uno dei miei interessi principali (basta consultare la categoria Educational di questo sito per rendersene conto), potete quindi immaginare quanto mi faccia piacere che altri se ne occupino con competenza e passione, anzi i dichiaro disponibile alla collaborazione con quanti posseggano idee e voglia per portare questi meravigliosi software nelle scuole.

La scuola inglese fa i compiti sull’ open source!

Oggi sul sito della BBC è apparso un bellissimo articolo sulla diffusione dell’ open source nelle scuole britanniche. Al di la delle ovvie considerazioni sul risparmio piuttosto che sulla valenza didattica di un codice aperto che tutti possono modificare e dal quale tutti possono imparare, il passaggio che più mi ha colpito riguarda una presunta ritrosia degli insegnanti ad abbandonare il porto sicuro di ciò che già conoscono (Windows, Office…) per inoltrarsi nei meandri di una tecnologia che essi giudicano “oscura” e accessibile solo ai “geek”.

They don’t want to move away from what they know, not just to Linux but equally to Vista and Office 2007 as well. Good teachers will always be looking to move forward but they are so busy that they are often conservative.

Essi non vogliono andare oltre ciò che sanno, non solo in rapporto a Linux, ma allo stesso modo per Vista e Office 2007. I buoni insegnanti di norma tendono ad aggiornarsi, ma sono così impegnati che spesso diventano conservatori1

E ancora:

Schools and colleges must be able to make an informed choice about the software they need – be it open source or proprietary – and to be aware of the total cost of ownership of that software, including sustainable support and training.
The Schools Minister Jim Knight.

Scuole e Università devono essere in grado di operare una scelta consapevole rispetto al software di cui necessitano, sia esso open source o proprietario, ed avere chiaro il costo totale della proprietà di quel software, inclusi il supporto e la formazione.
Il Ministro dell’ Istruzione, Jim Knight.2

Io non so se gli insegnanti delle scuole inglesi abbiano la ritrosia di cui si parla nel primo stralcio, ma vi assicuro che quest’ analisi potrebbe benissimo essere applicata ai colleghi italiani e credo proprio che non ci accorgeremmo della differenza. Evidentemente tutto il mondo è paese.
Per quanto riguarda la questione della scelta consapevole, io la trovo assolutamente legata a quanto detto sopra. In altri termini, come si fa a scegliere consapevolmente qualcosa che non si conosce e di cui si ha paura?

  1. mia libera traduzione
  2. altra mia libera traduzione

I migliori giochi per Android: More Brain Exercise with Dr. Kawashima

Sono in debito di un gioco, ricordate? Questa settimana ho provato la versione lite di “More Brain Exercise with Dr. Kawashima” della Namco e le impressioni sono assolutamente positive. Buona giocabilità, esercizi appassionanti, insomma un ottimo allenamento per la nostra mente. Come certo saprete il Dr. Kawashima divenne famoso dapprima in Giappone con un saggio di grande livello dal titolo Train Your Brain: 60 Days to a Better Brain” (“Allena il tuo cervello: 60 giorni per una mente migliore”) dal quale prese spunto la Nintendo per la realizzazione di Brain Training: Quanti anni ha il tuo cervello? che divenne il capostipite di un nuovo genere, quello dei videogiochi per l’apprendimento. Per ulteriori approfondimenti sul sito de La Stampa è possibile leggere un articolo del 2008 parecchio interessante sulla storia del Dr. Kawashima. In ogni caso ecco il trailer e di seguito i link per l’installazione sul nostro amato Android.

[singlepic id=937 w=120 h=120 float=center]

Viaggio nella mente del computer

Venerdì scorso ho iniziato nella mia istituzione scolastica un progetto dal titolo “Viaggio nella mente del computer” con i bambini di IV e V elementare. Si tratta in sostanza di un percorso in 12 tappe con l’obiettivo di trasmettere i contenuti di base dell’informatica senza usare il computer. I primi doverosi ringraziamenti vanno ai colleghi del sito Computer Science Unplugged, che hanno rilasciato il loro lavoro con licenza Creative Commons rendondolo disponibile a tutti in forma gratuita. Dunque grazie, anche a nome dei bambini che ne beneficieranno. Potrei dire che sarà l’intera società a trarne vantaggio, ma il discorso mi sembra troppo ampio e preferisco chiuderla qui. In fondo sapete tutti come la penso in materia di libera circolazione delle idee e delle informazioni: amo il “free software”. Tornando al progetto, nel primo incontro si è parlato dei numeri binari e, attraverso semplici attività abbiamo scoperto come passare dalla base 2 alla base 10 e viceversa. La prossima volta vedremo come i computer visualizzano le immagini. Veramente appassionante!
Oops dimenticavo! Ecco i link al progetto e al calendario degli incontri.