Qualcosa che hardy non sa fare
Dopo essere stato lungamente incensato, il nostro hardy heron, cucciolo di casa Canonical, eccolo pronto a ricevere qualche critica sotto forma di un piccolo ma fastidioso bug che impedisce una gestione facile e veloce dei cellulari. Come oramai sapete in questo periodo uso Samsung U700 Evo per la connessione ad internet in hsdpa e ne ho implementato le funzioni per l’uso tramite usb piuttosto che bluetooth. Tutto è perfettamente funzionante, l’unico problema si presenta quando tento di copiare un file da pc a telefono usando obex (il gestore bluetoth):
Si è verificato un errore nel copiare il file all’interno di obex://[…………….]/E:.
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Operazione non supportata dal backend
Dopo averle provate tutte, persino l’introduzione in sources.list di un repo per debian e il conseguente aggiornamento di alcuni pacchetti (bluez-utils, obex-data-server…) alle ultime versioni unstable, mi sono convinto che si tratti di un bug di Hardy e che forse dovremo aspettare Intrepid perchè venga risolto.
Nel frattempo due alternative: 1) Limitarsi ad utilizzare la funzione invia file, che trasferisce i file sulla memoria interna del telefono, poi dal cellulare stesso copiarli in memory card - 2) Aspettare il rilascio di opensuse 11 (o qualunque altra distro si voglia) e provare in virtualbox - 3) Ricorrere a winxp su macchina virtuale.
Non è un errore l’aver scritto due alternative ed indicato poi 3, è che l’ultima è una mera provocazione, la quale però serve a darci tutti una svegliata perchè l’errore è ammesso, i bug non sono eliminabili nella loro totalità, tuttavia non possiamo disconoscere che, in alcune cose, il sistema di zio bill è più facile ed immediato, soprattutto a causa di un maggior supporto delle case produttrici di hardware (vedi samsung che presenta un software di gestione per il mio telefonino alquanto completo ed integrato). Credo sia ancora questo il motivo principale che ostacola la diffusione del pinguino su larga scala, ovverosia la percezione di un sistema più difficile e complicato, adatto solo per i “guru” dell’ informatica. Ovviamente non è così e io ne sono testimonianza, non mi sento un guru, solo un semplice appassionato, tuttavia, quando si presentano questi problemi, vallo a spiegare a mia moglie!






Sapete, appena vista la seconda preview di opensolaris “Indiana” ho pensato bene di provare ad installarla sulla mia VirtualBox, come tutti oramai sanno, il mio sistema di virtualizzazione preferito (acquistato da poco da Sun, ma questa è un’altra storia). Ho seguito le fasi della procedura di installazione con Caiman, fino a che la progress bar non ha segnato la percentuale di avanzamento all’ 86% dopodichè si è bloccata irrimediabilmente e senza scampo. Ne deduco che ci sono dei problemi di esecuzione “asiatica” su VirtualBox. Ne prendo atto, aspetto che vengano risolti e nel frattempo per chi volesse approfondire consiglio la recenzione di 













