Tattoo is rooted…
Questo è un grande post, per due motivi: 1) Su Twitter ho ricevuto la tanto attesa notizia che è stata finalmente aperta la breccia necessaria al routing del nostro amato HTC Tattoo.
2) Questo articolo è stato scritto con l’ applicazione Wordpress per Android. Veramente spettacolare…, non credete?
Nella logica del web 2.0, ovvero dell’integrazione ed interazione tra dispositivi diversi ho girato un po’ per i meandri della rete alla ricerca di un lettore di che fosse in grado di sincronizzarsi con Google Reader e, attraverso di esso, di interfacciarsi con il mio smartphone Htc Tattoo. Finalmente ho trovato la nuova versione di sviluppo di Liferea che oltre a fare quanto detto risolve anche il fastidiosissimo bug che si verifica nella release stabile su karmic: “una lentezza pachidermica”. E’ bastato aggiungere il repo$ sudo add-apt-repository ppa:bojo42/ppa poi un bel $ sudo apt-get update ed infine un aggiornamento (anche attraverso synaptic) del solo Liferea (nel repo ci sono altri programmi, dunque bisogna stare attenti. Consiglio di disattivare il ppa dopo l’aggiornamento/installazione di Liferea). Ecco il mio screenshot
Assolutamente poco soddisfatto da Evolution e desideroso di un client di posta elettronica dalle funzionalità più sviluppate ieri decido di ritornare a Thunderbird e di provare l’ultima stable release, appunto la 3. Scarico ubuntuzilla da qui, lo installo così$ ubuntuzilla.py -a install -p thunderbirdrispondendo sempre “y” alle varie domande, configuro le estensioni più importanti quali Lightning, ThunderBrowse, Zindus ed Enigmail (quest’ultimo merita un post a parte per la procedura di gestione della firma elettronica e della generazione ed utilizzo di chiavi crittografiche per cifrare la posta. Mi riprometto di farlo al più presto.), creo gli account di posta con procedure semiautomatizzate (il programma è in grado di cercare le impostazioni più adatte per il tipo di servizio utilizzato) ed infine mi accorgo che indicator-applet (la piccola busta da lettera in alto a destra accanto all’orario) non si accorge di Thunderbird. Una piccola ricerca mi permette di individuare la soluzione:
Digitare sul terminale sudo gedit /usr/share/indicators/messages/applications/thunderbird e dentro il file così creato scrivere /usr/share/applications/thunderbird.desktop
Salti mortali!
Pochi giorni fa ho acquistato una rivista “linuxiana” con in allegato una copia di Opensuse 11.2. I più attenti lettori di tuxmind sapranno che opensuse ha rappresentato la mia porta d’ingresso nel mondo del pinguino, dunque per una punta di nostalgia ed incuriosito dalla scelta interamente kde4-based di Novell ho deciso di spendere un’ oretta del mio tempo per installarla su Virtuabox. Non starò a documentare il processo d’istallazione che si svolge in maniera regolare e senza intoppi, ma mi soffermerò sulle difficoltà incontrate al momento dell’installazione delle Virtualbox guest additions. In sostanza nonostante avessi provveduto a caricare tutte le librerie di sviluppo necessarie alla procedura di configurazione (make, gcc, kernel-source kernel-syms) non riuscivo in alcun modo a compilare i moduli. Alfine:cd /usr/src/linuxOra:
make oldconfig && make prepare && make scripts && make dep
cp ../linux-obj/$HOSTTYPE/default/Module.symvers .
make preparecd /media/VBOXADDITIONS_3.E, nonostante i salti mortali, ecco la virtual machine:
./VBoxLinuxAdditions-x86.run











