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Linux: la grande storia!

La grande storia di un pugno di uomini che rivendicarono il diritto di fare del software strumento di libertà. Tutto da guardare.

Come fare soldi con il free software…

Nel mio solito girovagare per la rete ho scoperto un post davvero curioso, che parla di un concorso indetto dal Ministero delle Finanze olandese per la creazione di una moneta commemorativa da 5 euro sul tema “Paesi Bassi e architettura”. L’autore dell’ articolo sostiene che sono stati invitati a partecipare diversi Studi e il vincitore sarà premiato con una grossa ricompensa in denaro,  e, cosa ancora più importante, con la gloria (ndr imperitura ? Boh…). Ecco una foto del lavoro di Stani realizzato al 100% con free software:

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E’ meglio provare ad agire anzichè essere agito: Ecco l’android app di tuxmind.org!

[singlepic id=1009 w=320 h=240 float=left]Tutti i lettori di tuxmind oramai sanno che questo diarietto personale, lungi dal considerarsi immune da errori (attenzione, non è aderente al Realismo1, è solo un modo di dire!), ha la pretesa di “provare prima di parlare”. Si discute di Ubuntu perchè l’autore lo usa da più di 6 anni, si prova a dissertare di android poichè il “nostro” agisce col robottino verde da 2 anni a questa parte, ogni tanto si parla di copyleft-right perchè oggetto di studio… . In ragione di ciò come poteva l’autore lasciare che l’applicazione per android del proprio “diarietto” fosse creata con strumenti predeterminati quali gli “online apps makers” con scarsa capacità di personalizzazione? Non è forse uno degli obiettivi primari del “free software” quello di provare ad “agire” anzichè “essere agito”?
I dispositivi sono realmente “tuoi” se fanno ciò che vuoi “tu”!
Dunque ecco l’android app di tuxmind progettata e sviluppata dall’editor del “diarietto”, ovvero da “me medesimo”.
La versione è 1.1 ed è compatibile con più di 949 dispositivi anche se le impostazioni grafiche sono ottimizzate per rendere al meglio su smartphone2.
Di seguito si riporta nell’ordine: La descrizione presente su Google Play – Tre screenshots – Il barcode per l’installazione.

TuxMobApp è l’applicazione del sito tuxmind.org. Risultato dello sforzo e del desiderio di conoscenza del suo ideatore: maestro elementare Domenico Maiuri, TuxMobApp offre contenuti su GNU/Linux, Open Source, Android a portata di Smartphone.

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  1. Dal latino res (“cosa”). L’atteggiamento filosofico che attribuisce alle cose un’esistenza reale autonoma rispetto alla coscienza del singolo soggetto.
  2. L’autore si riserva di produrne una versione per Tablet.

Repubblica.it: un articolo da leggere…

[singlepic id=1006 w=320 h=240 float=left]Quante verità contiene questa intervista di Repubblica.it a Stefano Zacchiroli. Per chi non lo sapesse Zacchiroli è Debian Project Leader e, ancora, Debian è  la storica (datata 1993) distribuzione GNU\Linux, per intenderci quella che ha dato il nome all’estenzione .deb dei pacchetti di installazione del software (l’altro grande filone è costituito dai file .rpm), ma soprattutto quella da cui deriva Ubuntu, sicuramente la distro più conosciuta al momento. Ebbene Zacchiroli parla di libertà, dei vantaggi del software libero e di molte altre cose… .
Leggete: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/03/26/news/intervista_debian-30986031/

La filosofia del free software…

La notizia che Gnome potrebbe uscire dal progetto GNU implica una serie di riflessioni sulla filosofia del free software e sulla necessità di conservarla ad uno stato “puro” anche al prezzo di qualche dolorosa rinuncia piuttosto che modificarne i concetti in modo da renderli più flessibili e dunque meno integralisti. Tuttavia cerchiamo di ricondurre la nostra riflessione ad aspetti un tantino più pragmatici partendo da un’analisi puntuale ancorchè forzatamente poco approfondita del concetto di software libero e della sua definizione così come formulata dalla free software foundation: Il Software libero è una questione di libertà, non di prezzo. L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:

  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti (e le versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

Dunque perchè Miguel de Icaza in un post poi ripreso anche da Planet Gnome si mette a promuovere software proprietario facendo insorgere il buon Stalmann? Perchè in seguito all’intervento di quest’ultimo Van Hoof propone di mettere ai voti l’uscita di Gnome dal progetto GNU? Siamo forse di fronte ad una diatriba simile a quella tra free software e open source basata in maniera quasi esclusiva su contenuti di ordine etico-filosofico con risvolti pratici praticamente nulli oppure la realtà indica qualcosa di più profondo che potrebbe minare le fondamenta su cui è edificato il software libero? I principi della libera circolazione delle idee e delle informazioni, del modello di sviluppo del free software basato su una sorta di Cooperative learning su scala mondiale e su un sistema di debugging che permette l’analisi, l’individuazione e la correzione degli errori secondo i dettami del principio popperiano di falsificabilità scientifica, sono ancora valori da difendere strenuamente o si possono mercanteggiare in ragione di una maggiore flessibilità ed integrazione con le logiche del capitalismo che, piaccia o no, è ancora il modello su cui si fonda la nostra società?