Nvidia e Linux Foundation: rose o spine?

ciuchinoincazzato.jpgAnche Nvidia entra a far parte di Linux Foundation. Dovremmo essere contenti! Magari avremo un grande contributo allo sviluppo del software open source, driver più performanti, attenzione alle esigenze delle comunità… . Eppure i precedenti non sono molto incoraggianti visto che, ad esempio, la presenza di Adobe non ha improvvisamente trasformato Flash in software libero, anzi è e resterà proprietario. Se son rose fioriranno, se son spine… .

Theora 1.0 è realtà.

La Xiph.Org Foundation ha annunciato il rilascio di Theora 1.0, il codec video ad alte prestazioni e a basso consumo di CPU. Questa nuova versione è rilasciata sotto licenza BSD a 3 clausole che ne permette l’uso sia con software gratuito che con software proprietario.

Nel pacchetto è inclusa una libreria di riferimento che usa un nuovo decoder capace di supportare interamente le specifiche di Theora, così che questo sia significativamente più veloce delle versioni precedenti. Da rilevare che le future release di Firefox e Opera supporteranno nativamente Theora, quindi un altro grande passo verso un formato video sempre più libero.

Ecco i link per il download:

La filosofia del free software…

La notizia che Gnome potrebbe uscire dal progetto GNU implica una serie di riflessioni sulla filosofia del free software e sulla necessità di conservarla ad uno stato “puro” anche al prezzo di qualche dolorosa rinuncia piuttosto che modificarne i concetti in modo da renderli più flessibili e dunque meno integralisti. Tuttavia cerchiamo di ricondurre la nostra riflessione ad aspetti un tantino più pragmatici partendo da un’analisi puntuale ancorchè forzatamente poco approfondita del concetto di software libero e della sua definizione così come formulata dalla free software foundation: Il Software libero è una questione di libertà, non di prezzo. L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:

  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti (e le versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

Dunque perchè Miguel de Icaza in un post poi ripreso anche da Planet Gnome si mette a promuovere software proprietario facendo insorgere il buon Stalmann? Perchè in seguito all’intervento di quest’ultimo Van Hoof propone di mettere ai voti l’uscita di Gnome dal progetto GNU? Siamo forse di fronte ad una diatriba simile a quella tra free software e open source basata in maniera quasi esclusiva su contenuti di ordine etico-filosofico con risvolti pratici praticamente nulli oppure la realtà indica qualcosa di più profondo che potrebbe minare le fondamenta su cui è edificato il software libero? I principi della libera circolazione delle idee e delle informazioni, del modello di sviluppo del free software basato su una sorta di Cooperative learning su scala mondiale e su un sistema di debugging che permette l’analisi, l’individuazione e la correzione degli errori secondo i dettami del principio popperiano di falsificabilità scientifica, sono ancora valori da difendere strenuamente o si possono mercanteggiare in ragione di una maggiore flessibilità ed integrazione con le logiche del capitalismo che, piaccia o no, è ancora il modello su cui si fonda la nostra società?

Ubuntu secondo Mark…

Pubblico questa intervista di Mark “son proprio bravo” Shuttleworth (e in realtà bravo lo è davvero) a quelli di “linux Foundation”:

P.S. E’ fortemente richiesta una minima conoscenza dell’inglese.